Due settimane intense a Cremona, oltre 300 strumenti da esaminare per la XV Triennale: quello che poteva sembrare un vero incubo si è trasformato in un’esperienza bellissima e indimenticabile.

Giudicare un numero così importante di violini, viole e violoncelli richiede concentrazione, ascolto profondo, confronto continuo. Ogni strumento racconta una storia fatta di studio, passione, ricerca e dedizione. Entrare in dialogo con ciascuno di essi è una responsabilità, ma anche un privilegio straordinario.

Il lavoro è stato reso speciale dalla qualità umana e professionale dei colleghi con cui ho condiviso questa esperienza. Un grazie sincero a Zheng Quan, Jan Strick, Guy Rabut e Marco Nolli per il confronto costante, serio e stimolante.

Un ringraziamento va anche a tutto lo staff del Museo del Violino, impeccabile nell’organizzazione, e a tutti i concorrenti, colleghi e amici presenti a Cremona. La Triennale non è solo una competizione: è un momento di incontro internazionale, di crescita e di condivisione che conferma ancora una volta Cremona come cuore pulsante della liuteria mondiale.

Post recenti

Inizia a digitare e premi Enter per effettuare una ricerca