Violini, viole, violoncelli

Fonte d’ispirazione di Alberto Giordano è il lavoro di liutai genovesi del passato quali Eugenio Praga ed Enrico Rocca, e soprattutto il violino costruito da Giuseppe Guarneri “del Gesù” nel 1743 “il Cannone”, appartenuto a Niccolò Paganini, oggi conservato a Palazzo Doria-Tursi a Genova.

“Ho iniziato a copiare il “Cannone” piuttosto tardi, avvicinandomi con grande rispetto perché convinto che ogni capolavoro non sia di fatto riproducibile: le prime copie sono state influenzate soprattuto dalle interpretazioni di Enrico Rocca ed Eugenio Praga, quindi col passare degli anni, a seguito della mia esperienza diretta con l’originale, e a compimento di studi storici ed organologici sullo strumento, ho iniziato ad avvicinarmi con più confidenza allo stile di Guarneri “del Gesù”.”

Per la costruzione degli strumenti vengono usati solo i migliori legni, stagionati almeno 15 anni. La vernice ad olio è stesa con la tastiera montata, all’antica maniera italiana. Ogni singola parte del lavoro è eseguita a mano, senza uso alcuno di parti prelavorate.

Un’attenzione tutta particolare è riservata alla montatura dello strumento, interamente fatta a mano alla maniera genovese, che ripropone i piroli nello stile di Cesare Candi e il capotasto inferiore alla maniera di Enrico Rocca.

Lo speciale bottone in due pezzi consente inoltre di controllare l’interno della cassa armonica e dunque la posizione dell’anima senza dover smontare lo strumento.

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