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Palazzo Tursi, sede del Comune di Genova, è dal Luglio del 1851 la casa del violino di Paganini (1782-1840), il celebre “Cannone” costruito da Giuseppe Guarneri “del Gesù” nel 1743. Sembra che Paganini ne sia venuto in possesso intorno al 1802 a Livorno, in circostanze a noi poco note: secondo le testimonianze e le lettere a noi pervenute si può tuttavia affermare che Paganini abbia usato questo violino per tutta la sua carriera, compagno inseparabile di tournée e concerti tenuti in tutta Europa.

Nel Novembre del 1833, a seguito di una caduta occorsa a Newcastle in Inghilterra, Paganini decise di affidare il restauro del “Cannone” al liutaio parigino Jean Baptiste Vuillaume che ebbe così modo di trarne una copia, di cui fece dono a Paganini: pochi anni dopo il celebre violinista cederà questa copia al suo allievo Camillo Sivori (1815-1894), disponendo che fossero versati a Vuillaume 500 franchi, auspicando che il liutaio avrebbe compreso la volontà di  ”compiacere un amico e un artista“. Lo strumento verrà donato alla città di Genova nel 1894 dagli eredi di Camillo Sivori.

Paganini morì a Nizza nel 1840: alcuni anni prima aveva disposto nelle sue volontà testamentarie che il suo amato “Cannone” fosse consegnato alla città di Genova, ove fosse “perpetuamente conservato“. In esecuzione alle volontà testamentarie del padre, il Barone Achille Paganini consegnò il “Cannone” al Podestà della città in data 17 luglio 1851. Da allora lo strumento è custodito a Palazzo Doria Tursi:  la prudenza conservativa e la parsimonia nell’uso perseguite in oltre un secolo e mezzo consentono oggi di ammirare il “Cannone” in uno stato di sorprendente purezza: lo strumento conserva ancora il manico originale, gli spessori non hanno subito modifiche e il generoso manto della vernice stupisce per bellezza e freschezza conservativa.

Il “Cannone” è esposto nella Sala Paganiniana di Palazzo Doria Tursi, oggi sede museale nell’ambito dei Musei di Strada Nuova: oltre alla collezione dei violini e dei cimeli paganiniani i visitatori possono ammirare opere di Filippino Lippi, Luca Cambiaso, Caravaggio, Pietr Paul Rubens, Anton Van Dick, Alessandro Magnasco, Antonio Canova e altri.

Per maggiori informazioni si rimanda all'articolo di Alberto Giordano per il Cozio carteggio di Tarisio