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Tra i ricordi che Carlo Nardi, avvocato genovese, raccolse in un’intervista a Cesare Candi poco prima della sua scomparsa, spiccano le immagini narrate della bottega bolognese di Raffaele Fiorini nella quale, appena adolescente, Cesare aveva compiuto il primo apprendistato. Il breve racconto si incentra sulla durezza della vita e sui modi rudi del maestro, sulla fatica di un lavoro poco retribuito a causa del quale i due fratelli Candi decisero di abbandonare la loro città natale, tentando la sorte in quella Genova che, alla fine degli anni Ottanta dell’Ottocento, viveva una discreta ripresa economica e musicale.
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‘Nella contrada dei Servi Rocca è popolare a tutti: abita per fitto un piccolo appartamento al numero 48, piano secondo e vi si accede per una buia scaletta di pietra. L’appartamento è composto di poche stanzette arredate semplicemente e più che l’idea di abitazione mi fecero quella di un laboratorio. Violini appesi da ogni lato, violini in riparazione...dalla via nessuno strepito sale a turbare il silenzio religioso dell’officina, solo di tratto in tratto il rauco grido di un vecchio pappagallo, spettatore impaziente e impassibile di quell’assiduo lavoro’.
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Augusto Pollastri, Bologna 1877-1927 – Violoncello, circa 1908 Nell’ambito del secondo ottocento italiano la bottega di Raffaele Fiorini (1828-1898) ebbe un ruolo fondamentale nella ripresa dell’attività costruttiva e nel rinnovamento stilistico liutario; uomo dal carattere forte e risoluto, nell’arco di circa trent’anni di attività in Bologna ebbe alle sue dipendenze, oltre al figlio Giuseppe, i fratelli Oreste e Cesare Candi, quindi Armando Monterumici e Augusto Pollastri:...
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